Nell’autunno del 1996, per la maggior parte dei francesi internet era ancora una parola letta sul giornale. Il modem fischiava alla connessione, le pagine comparivano riga per riga e chi aveva un indirizzo e-mail spesso doveva spiegarlo – la @ era tutt’altro che disponibile ovunque. In quell’ottobre ho fondato Netfacts in un borgo vicino a Sainte-Croix-en-Bresse: una piccola azienda che crea, ospita e gestisce siti web.

Il pollo di Bresse, via e-mail dall’America
Uno dei nostri primi grandi clienti fu il Comité Interprofessionnel de la Volaille de Bresse, l’associazione degli allevatori di pollame di Bresse. Creammo il loro sito e inoltravamo le e-mail che arrivavano da tutto il mondo. All’inizio il server girava nel nostro ufficio – dopo un mese fu chiaro che la linea non sarebbe mai bastata, e spostammo l’hosting in Germania. Emmanuel Valluche, che seguiva i clienti, raccontava allora al giornale: «Ogni settimana riceviamo messaggi da americani che vogliono sapere come viene allevato il pollo di Bresse.» Per gli allevatori fu una piccola sensazione: all’improvviso il loro pollo si trovava in tutto il mondo.

Il sito parlava francese, tedesco e inglese, mostrava il programma delle «Glorieuses de Bresse» – e in basso a destra portava la dicitura di cui eravamo fieri: «Création et hébergement par netf@cts». Appena sopra, una riga che oggi fa sorridere: «Ce site est optimisé pour des navigateurs de version 4.x et des écrans 800×600.»
Avevamo anche siti nostri: Info Bresse, su bresse.com, presentava la regione – turismo, cultura, sport, economia, persino fattorie da affittare o comprare, in francese, tedesco e inglese. burgonde.com, «L’Annuaire de Bourgogne», elencava le aziende della Borgogna per settore. Parallelamente lavoravamo per il turismo fluviale – come «Pavillon Saône, au fil de l’eau» – e con L’Indépendant, il Journal de la Bresse et du Jura di Louhans, abbiamo portato online uno dei primi giornali locali.

L’Internet Archive conserva ancora la home page dell’11 novembre 1998: in alto «Bienvenue Willkommen Welcome», accanto i loghi di Bresse Initiative, del Comité della Volaille de Bresse, di burgonde.com e de L’Indépendant – e il nostro: netf@cts, con la @ in mezzo al nome. Allora era ancora una piccola dichiarazione.
D’Artagnan va online
Nel gennaio 1998 l’Association D’Artagnan venne nel nostro ufficio. Il suo presidente, Roger Trolliet, voleva che in rete non si trovassero solo ristoranti e vini con il nome del moschettiere, ma la sua storia – e il legame con la Bresse. Netfacts ha creato, ospitato e gestito il sito. Il titolo del giornale: «D’Artagnan débarque sur Internet».

Cosa ne vive in coorda
Il nostro principio di allora è nell’articolo: internet vive solo con il massimo di buona informazione – e deve servire le persone e le aziende del luogo. È ancora oggi l’idea di coorda: informazione locale, da persone invece che da algoritmi, dalla regione per la regione. Quello che allora era un monitor a tubo catodico in un borgo oggi sono server in Europa e servizi in otto lingue.
E quello che Netfacts offriva nel 1997 – creare, ospitare e gestire siti – esiste di nuovo: su misura per aziende, associazioni e comuni, su coorda.com.
I ritagli di giornale provengono dal Journal de Saône-et-Loire (fine 1997 e 14 gennaio 1998).
1970: quando mi chiamavo ancora pierrôt – in viaggio in Turchia
Condividere la lista della spesa con la famiglia – ecco com’è facile
2006: Coorda, the synergy people – da La Réunion al mondo